Umbilicus Italiae: Paterno e la sua storia

“Di certo era una città meravigliosa che si estendeva per diverse miglia dove c'erano diversi templi di cui uno dedicato al Dio Saturno , bellissimi teatri, acquedotti, archi stupendi, case pubbliche e private di una bellezza esemplare ”.
tratto dal libro Umbilicus Italiae

Paterno

di
Castel Sant'Angelo
(RI)


Borgo antico rsalente al IX - X secolo ma di origini ancora più antiche. Varie leggende hanno segnato il destino di questo antichissimo luogo. Gli abitanti chiamati ancora oggi con l'appellattivo di "Pelasgi" devono il loro soprannome alle loro origini. Si narra infatti che un antico popolo proveniente dalla Grecia, fu inviato dall'oracolo di Dodona alla ricerca dell'"isola fluttuante" in un lago al centro delle terre di Saturnia ovvero d'Italia. Questi erano proprio i Pelasgi. Nel libro "Umbilicus Italiae" ho cercato di creare un excursus storico per dare luce a quegli eventi che hanno portato alla sua nascita.

 

Paterno è un paesino, frazione del comune di Castel Sant'Angelo, tra Cittaducale e Antrodoco, arroccato in un versante del monte la cui cima prende il nome del paese, e sopra le antiche terme di Cotilia. A Paterno, tutto quello che si vede porta inevitabilmente il pensiero alle cose passate: la fontana con il suo lavatoio antico, le sue stradine strette e tortuose che si snodano intorno al paese, le sue case una attaccata all'altra che sembrano reggersi tra di loro come in un abbraccio sincero, la stessa posizione che sembra sfidare tutti dall'alto della montagna.
Molti anni fa in un momento difficile per il paese, alcuni "paesani" e non, comunque amanti del posto, dettero vita all' Associazione. Con questa iniziativa essi vollero fare in modo che, tutte le risorse turistiche e folkloristiche, non andassero perdute. Da allora le diverse iniziative prese dai vari presidenti che si sono succeduti, hanno contribuito a fare in modo che il paese rimanesse in vita. Paterno, fra tutte le frazioni del comune è la più antica o tra le più antiche, visto che il comune conta almeno undici frazioni. La conferma a questa ipotesi, oltre alle varie sculture e lastre di marmo che si trovano nel paese, è venuta nel 1999, anno in cui cadeva il 500° anniversario della fontana principale di Paterno. La stessa Associazione in collaborazione con la Pro Loco e il comune ha organizzato una festa e, insieme alla comunità che ha partecipato attivamente offrendo specialità locali e casarecce, ha brindato e festeggiato proprio in onore di essa.
Paterno, ospita una graziosa chiesetta montana, che è stata restaurata e ripulita pochi anni fa. Recentemente ha fatto visita, officiando anche messa, Monsignor Lucarelli, Vescovo di Rieti, onorando la comunità della sua venuta. All'interno di questa chiesa si possono vedere degli affreschi di autori eccelsi ma che non hanno lasciato la loro firma e quindi non sono attribuibili con precisione e ben figurano nel contesto del posto. Oltre agli affreschi, sono conservate alcune statue di Santi venerati dalla comunità: San Rocco , San Giovanni Battista e la Madonna del Rosario . Questi ultimi beneficiano (se così si può dire) dei festeggiamenti della comunità. Ogni anno, intorno alla terza domenica del mese di Agosto, L'Associazione organizza i festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, la parte religiosa con la messa e la processione, la parte laica con balli e musica. Per qualche anno è stata introdotta anche la sagra dei " cannarozzitti alla Paternese", che si svolge sempre la sera prima della processione. Il pezzo forte, ed anche più antico, si svolge la sera, in conclusione dei festeggiamenti, ed è il famoso " Ballo delle Pupazze Paternesi " che, a dire dei più anziani, sono nate proprio a Paterno.
L 'Associazione Pro Paterno non si occupa solo delle feste, ma proprio come istituzione, si da da fare per salvaguardare e promuovere iniziative atte a tenere vive le zone montane, con ovvio riferimento sopratutto al comune di Castel Sant'Angelo. La partecipazione viva e costante dell'Associazione favorisce anche lo sviluppo turistico della zona , in particolar modo la Terme di Cotilia . La collaborazione con associazioni simili, in particolar modo la Pro Loco del comune, fa si che ogni anno aumentano i visitatori durante il periodo estivo, quando le manifestazioni folkloristiche sono maggiori. In collaborazione della locale pro Loco e della comunità, in occasione della natività di Dicembre, rappresenta il Presepe vivente . Come al solito la comunità verrà incontro all'Associazione e, anche se non sarà importante come quello di Greccio, darà sicuramente nuovi impulsi al turismo locale. Purtroppo molte iniziative sono vanificate dalla mancanza di fondi.

 

…Pergite quaerentes Syculos Saturnia in arva
illam Aborigenum Cotylam cui natat in undis Insula…"

"…andate a cercare la terra dei Siculi, quella di Saturno e Cutilia degli Aborigeni, dove si muove un'isola…"