Umbilicus Italiae: Paterno e il turismo

“Di certo era una città meravigliosa che si estendeva per diverse miglia dove c'erano diversi templi di cui uno dedicato al Dio Saturno , bellissimi teatri, acquedotti, archi stupendi, case pubbliche e private di una bellezza esemplare ”.
tratto dal libro Umbilicus Italiae

Paterno

e
il turismo


Il "Lago" si può considerare uno dei più puliti d'Italia, infatti, vigendo un divieto assoluto alle barche a motore di transitare sul lago e un assoluto divieto di scarico fognario. Naturalmente questo è anche possibile perchè la popolazione locale si attiene scrupolosamente alle norme; il Lago di Paterno ha un notevole ricambio d'acqua naturale ed anche per questo non è inquinato. Il Lago si trova presso le rovine dell'antica Cotilia, situata nel comune di Castel S. Angelo, insieme ad altri due piccoli laghi. Il suo nome in realtà è un altro, infatti, anticamente era conosciuto come "Pozzo di Rutignano", o di "Latignano" oggi Lago di Paterno; un lago dalle origini molto antiche e sacro alla Dea Vittoria. Il Lago di Paterno ha origine dalla formazione di una "dolina", una cavità superficiale dovuta a fenomeni carsici; proprio tali fenomeni naturali, che hanno originato sia il lago che la sua dolina, nonché l'esistenza di un emissario sotterraneo, sono alla base di un continuo movimento del fondo della cavità che causa quindi variazioni della sua profondità oscillanti tra i 37 ed i 54 metri. Il lago si trova a 430 m sul livello del mare ed il suo specchio d'acqua misura circa 190 metri e 150 di larghezza. Il paesaggio che lo circonda è estremamente piacevole e pittoresco; dalla parte più panoramica di Paterno, si può godere dello stupendo panorama della Valle del Velino e dei suoi tre laghetti formati da ricche e copiose acque naturali: il Pozzo di Mezzo, il Pozzo di Burino ed il Lago di Paterno. Inoltre lungo la strada comunale che dal paese porta al Lago, si possono visitare i resti archeologici dell'antica Cotilia di cui restano tracce di mura attribuite ad una villa del I secolo d.C.,villa che si presume, fosse dimora estiva di Vespasiano.

 

Le Terme

Oltre alle acque dei laghi la zona propone un Acqua famosa ai Romani e a un suo imperatore. Si tratta delle acque delle Terme di Cotilia; Negli anni 80 del secolo scorso furono ristrutturate ed aperte al pubblico con numerose novità terapeutiche. Anche per questo motivo le struttura alberghiere sono aumentate notevolmente. Nel 1980 si poteva alloggiare solo in due alberghi, oggi, a distanza di 25 anni c'è l'imbarazzo della scelta.
Il laghetto di Canetra, dove dimorano oche, anatre e cigni, è formato dal fiume Velino. Intorno a questo laghetto il comune di Castel Sant'Angelo organizza l'Estate Canetrana. Ultimamente, per riunire le frazioni, ha organizzato il Matrimonio delle Pupazze. Ogni frazione ha preparato una pupazza rappresentante un parente, Paterno ha rappresentato lo sposo. Tutti gli anni nel mese d'Agosto si ripete la ballata delle Pupazze di tutte le frazioni.  (2000). I primi giorni dell'autunno la Pro Loco organizza la sagra delle castagne.

 

Monte Giano e il Terminillo

Da Paterno si vedono Borgo Velino e Antrodoco, in alto con un po' d'attenzione si riconosce la scritta DUX, voluta da Mussolini, realizzata con alberi di Pino. Il sito monumentale negli ultimi è stato ripulito e la scritta appare più leggibile. Antrodoco e Borgo Velino si notano sotto Monte Giano; in inverno quando nevica, la scritta appare più leggibile. Paterno è situato su di un versante della Montagna di Roma: il Terminillo.Ci sarebbe da scrivere molto sull'aspetto turistico, ma noi qui ci limiteremo a ricordare che sia d'inverno che d'estate è una montagna da godere e vivere.

 

La sorgente del Peschiera

Discorso a parte meritano le vere terme di Paterno e dintorni: La sorgente del Peschiera. Affacciandosi da una qualsiasi finestra di Paterno verso il lago, lo sguardo si posa sulle montagne di fronte, proprio sopra Micciani e sotto Pendenza. Apparentemente non si nota nulla di insolito, ma chi ha anche un minimo di conoscenza della zona, sa...Sa che sotto quella montagna si trova un lago immenso di acqua dolce e buonissima. Amorosi Francesco, che ha lavorato a quei lavori all'inizio del secolo XX, diceva sempre che per attraversare il lago sotto la montagna in barca a remi, ci volevano ben 2 ore. Chi ha avuto la fortuna di entrarci quando era possibile non dimenticherà mai quell'acqua azzurra che sgorga da quella sorgente che è la la più "copiosa d'Italia" come diceva un noto personaggio.

 

Il Miele di Paterno

Passeggiando per Paterno, si respira una sensazione unica e irripetibile per chi lo fa la prima volta. La fontana antica, le vie strette, la collocazione del paese e tante altre cose che solo chi le vive di persona può apprezzare in pieno. Se qualcuno in piena estate va a raccogliere le more selvatiche per le stradine intorno al paese, di sicuro non perderà occasione di incontrare le famose api operaie di Marchetti Giorgio. Marchetti non è un "apaio" di professione ma la sua passione per questi preziosi insetti gli da soddisfazioni particolari. Le api di Marchetti producono un delizioso miele millefiori che ho gustato personalmente e che continuo a farlo. Giorgio l'ho incontrato personalmente un po' di tempo fa tornando a piedi da Castello. Mi ha fatto vedere le arnie e spiegato come lavorano le api, soprattutto mi ha spiegato che non si allontanano troppo dalle stesse e quindi il miele è ricavato dal polline dei fiori che crescono intorno. Il suo miele si può sicuramente considerare biologico ma lui tiene particolarmente a considerarlo semplicemente "casareccio". Nelle foto a corredo si vede Giorgio che mostra dove le api attaccano il miele e le sue arnie. Chi desidera avere informazioni sul miele di Marchetti può contattarlo al n° 0746698495, tenendo presente che il miele non è una produzione industriale ma ha i suoi tempi di produzione. Una mia amica ape mi ha detto:
il miele non si fabbrica, si fa!!

 

Scambi culturali

I festeggiamenti in onore della "Madonna del Rosario", è stata l'occasione di un incontro culturale con il gruppo Folk greco "I Gomfi". Questo incontro culturale si può inquadrare come una rievocazione della venuta dei Pelasgi e dare una occasione della rinnovata accoglienza di Paterno, il gruppo durante la festa si è esibito in numerosi balli e canti folkloristici con un finale che ha coinvolto anche la comunità di Paterno. Il gruppo folk "I Gomfi" provenivano da Mauzzani Kardita ed è diretto dal maestro Nota Margyianni.

 

"Peschio del Principe"

Sperone roccioso, la cui sommità raggiunge i 1267m. slm, sul versante sud del monte Terminillo e si affaccia verso la Valle del Velino. Il suo vero nome, come riportato sulle mappe è "Vena Rocca" ma è più conosciuto come "U Peschio Du' Principe"per via di una costruzione di epoca medioevale, i cui resti sono ancora visibili e appartenenti, come vuole la tradizione, alla residenza di un principe di quell'epoca. Non era un caso il luogo scelto per il sito di quella costruzione, essa infatti, era altamente strategico e garantiva soprattutto il controllo dell' importante via di comunicazione sottostante. Nel tempo sono nate diverse leggende sul sito e addirittura alcune parlano di tesori favolosi che si troverebbero in quel posto. Nel libro "Umbilicus Italiae" alcune di questa leggende popolari sono state riportate come vuole la tradizione. Oggi, dopo tanti anni, in occasione dell'anniversario della deposizione di una croce da parte del gruppo degli Alpini di Castel Sant'Angelo, avvenuta il 25 aprile 1977, si effettua una escursione-pellegrinaggio in onore dei caduti. Dopo l'arrivo alla croce, si celebra una messa in onore di tutti i caduti.

 

L'Acqua Sorgente di Vita- il Presepe di Paterno

Il sindaco di Castel Sant'Angelo, dal 2004, ha coinvolto Paterno in una iniziativa a dir poco spettacolare: il Presepe vivente. Coinvolgendo lo scenografo Franco Grassi, ha dato vita a una manifestazione viva e commovente, dando al paese un'atmosfera antica. La capanna di Giuseppe e Maria con l'asino e il bue, le arti e i mestieri di vari figuranti, rappresentati ad arte da volontari vari, hanno contribuito a rendere spettacolare la manifestazione. La Pro Loco di Greccio si è esibita nella rappresentazione di uno stralcio del presepe vivente ideato da San Francesco. Padre Francesco Rossi dei frati minori di Greccio, ha spiegato le origini del presepe vivente. Da quel momento Paterno è tornato ad essere un paese vivo di storia e speriamo che l'amministrazione porti avanti questa iniziativa, nonostante la cronica mancanza di fondi.

 

 

…Pergite quaerentes Syculos Saturnia in arva
illam Aborigenum Cotylam cui natat in undis Insula…"

"…andate a cercare la terra dei Siculi, quella di Saturno e Cutilia degli Aborigeni, dove si muove un'isola…"